Catania- Brescia 2-2: lo spettro del ‘Massimino’, il fantasma della vittoria…

Catania- Brescia 2-2: lo spettro del ‘Massimino’, il fantasma della vittoria…

Lo spettro del ‘Massimino’, consueta arma con cui il Catania intimorisce le vittime sacrificali che si presentano alle pendici dell’Etna, stavolta ha giocato un brutto scherzo alla banda di.

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Lo spettro del ‘Massimino’, consueta arma con cui il Catania intimorisce le vittime sacrificali che si presentano alle pendici dell’Etna, stavolta ha giocato un brutto scherzo alla banda di Pellegrino che non è riuscita a portare a casa il bottino pieno contro un Brescia disastrato facendosi rimontare a cinque minuti dal fischio finale. Una partita grottesca per le condizioni in cui le due squadre si sono presentate in campo (facciamo riferimento agli infortuni), per il caos che ha caratterizzato la settimana dei rossazzurri, e per l’assenza di una parte della tifoseria sugli spalti.

Inevitabile, guardando proprio le tribune, non pensare alla spaccatura che adesso intercorre fra il pubblico e la dirigenza con il presidente Pulvirenti, unico capo cui affidarsi anche lo scorso anno, messo apertamente in discussione. Sicuramente una situazione non facile da affrontare per Calaiò e compagni, ma utilizzarlo come alibi (come fatto dal tecnico Pellegrino a fine partita) è un po’ troppo. Bisogna chiedersi perché si è arrivati a tanto, perché il Catania da due anni si trova nella zona retrocessione, perché gli infortuni continuano a limitare il lavoro dei tecnici, e soprattutto perché una società che in passato ha sempre dimostrato di dare grande fiducia agli allenatori, in un biennio ne ha cambiati ben sei (considerando il Maran e Pellegrino bis).

Tanti dubbi che addensano di nubi il cielo di Catania, reso ancor più tetro se si considerano i numeri. Due punti nelle ultime quattro gare; appena quindici nelle ultime dieci, e soprattutto il sestultimo posto in graduatoria con ventuno lunghezze. Il presidente Pulvirenti parla di rinforzi a gennaio, di progetto, ma la sensazione è che il giocattolo non solo si sia sfasciato, ma si sia proprio frantumato in mille pezzi e sistemarlo appare impossibile. Adesso bisognerà capire se Pellegrino resterà o meno sulla panchina del Catania, se sarà traghettatore fino alla fine del girone d’andata o se proseguirà anche a gennaio, ma che fiducia può avere un tecnico esonerato ad inizio stagione dopo appena tre giornate?

Una matassa davvero difficile da sbrogliare per la dirigenza che sabato ha ascoltato i cori incessanti dei tifosi rimasti fuori dallo stadio e il silenzio assordante all’interno dell’impianto, con l’interrogativo sul perdurare di questa protesta che potrebbe trasformarsi in un pericoloso braccio di ferro. Questo è indubbiamente il periodo più basso della gestione Pulvirenti, un piano inclinato da raddrizzare il prima possibile per evitare che poi sia troppo tardi.

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