Catania-Avellino 1-0: primo tappa dell’ “operazione coraggio”

Catania-Avellino 1-0: primo tappa dell’ “operazione coraggio”

Quasi due mesi di astinenza per il Catania di Marcolin che dopo nove giornate torna a riassaporare la gioia della vittoria imponendosi di misura su un volitivo Avellino. Partita deludente sotto il.

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Quasi due mesi di astinenza per il Catania di Marcolin che dopo nove giornate torna a riassaporare la gioia della vittoria imponendosi di misura su un volitivo Avellino. Partita deludente sotto il profilo tecnico, caratterizzata da tanti errori in casa rossazzurra e da poche occasioni da rete, ma stavolta ad importare era solo ed esclusivamente la sostanza perchè a dieci giornate dal termine serviva una vittoria per rilanciarsi nella corsa salvezza. Gli uomini di Marcolin con i denti e soffrendo sono riusciti a centrare l’obiettivo con il ritorno al 4-3-1-2 e un rigore alquanto dubbio.

“Operazione coraggio” così era stata definita la sfida contro gli irpini, con Marcolin deciso a puntare sul modolo che aveva regalato le ultime vittorie a metà gennaio. Alla fine l’intraprendenza si è vista, ma fino ad un certo punto, se si pensa che dopo i primi quindici minuti è stato l’Avellino a salire in cattedra mettendo a dura prova i riflessi di Terracciano e le coronarie dei tifosi etnei. La paura, purtroppo è difficile da scacciare, e questa situazione di classifica sembra aver condizionato la testa di Rosina e compagni che per lunghi tratti hanno lasciato l’iniziativa agli ospiti arretrando eccessivamente la linea difensiva.

Dato emblematico della prestazione non esaltante di tutta la squadra è offerto dalla nomina di migliore in campo ricaduta su Terracciano, estremo difensore chiamato a sostituire Gillet, e protagonista assoluto con tre interventi di alto livello. Insieme a lui una enzione particolare la meritano Capuano e Calaiò, uomini di carattere e personalità che hanno fatto valere la loro esperienza nonostante le prestazioni opache dei compagni di reparto. Ecco perchè i tre punti lasciano il sorriso, ma non allontanano del tutto le nuvole che negli scorsi mesi si sono addensate sul cielo rossazzurro.

Da salvare dunque solo il ritorno alla vittoria e la speranza che il morale possa ricevere un impulso importante per affrontare il Varese. Giovedì, infatti, si tornerà in campo contro una squadra quasi spacciata, distante dalla quota salvezza ben nove punti, e priva di due elementi importanti come Corti e Miracoli. Un solo obiettivo perciò sull’agenda di Marcolin: conquistare la prima vittoria esterna e iniziare il mese di aprile nel migliore dei modi e a meno tredici punti dalla salvezza. A mettere i bastoni fra le ruote però per gli etnei ci pensaranno le assenze. In primis gli infortuni con Mazzotta e Odjer non al cento per cento oltre agli indisponibili Coppola, Martinho e Belmonte; e poi la squalifica di Rosina, una perdita che constringerà il tecnico etneo a soluzioni estemporanee. Fatti e concretezza, saranno questi gli aspetti che il Catania dovrà privilegiare da qui fino alla fine, mettendo fine alle querelle e alle tante parole, ma concentrandosi sul campo e su un’impresa assolutamente alla portata di una squadra malata, ma non defunta.

 

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