Carpi-Catania 0-0: salvezza amara. E ora?

Carpi-Catania 0-0: salvezza amara. E ora?

Triplice fischio e rompete le righe… In silenzio e senza festeggiamenti. Si conclude così, mestamente, il campionato del Catania che raggiunge la salvezza sul campo del Carpi in.

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Triplice fischio e rompete le righe… In silenzio e senza festeggiamenti. Si conclude così, mestamente, il campionato del Catania che raggiunge la salvezza sul campo del Carpi in un’amichevole per evitare di farsi del male dopo tutto quello auto inferto nel corso dell’annata. Quarantanove punti in classifica e sedicesimo posto in con ben sessanta reti al passivo. Aggiungere altro è difficile perché i numeri sintetizzano quella che è stata un’annata disastrosa, ancora più fallimentare di quella della retrocessione in cadetteria. 
Poche soddisfazioni (eccezion fatta per la striscia di cinque vittorie consecutive) e soprattutto tanta coerenza nel non riuscire mai ad essere un gruppo convinto e convincente. Testa e gambe hanno in continuazione minato il lavoro fatto nel corso dei mesi, ed è inevitabile a questo punto porsi qualche interrogativo anche sul futuro. Una squadra che chiude la stagione in questo modo di certo è un organico che non ispira piena fiducia, ma che al contrario viaggia in maniera altalenante e umorale. Ecco perché non è escluso che, eccezion fatta per uno zoccolo duro, il mercato estivo potrà vedere gli etnei protagonisti nelle trattative in uscita.
Altro aspetto su cui riflettere è legato alla gestione societaria. Se la rosa è instabile, la responsabilità va attribuita alla società (oltre che all’allenatore); se per due anni di fila gli infortuni si ripetono come una calamità divina, la colpa è della programmazione e delle scelte societarie; se si susseguono sette allenatori e viene totalmente trasformato l’organico, vuol dire che le decisioni societarie sono state errate; se il bilancio inizia a non sorridere più… Vabbè la risposta la sapete. Allora sorge spontanea una considerazione: come ci si può fidare di questa società anche in futuro?
Il presidente sembra essere orientato a confermare Cosentino nelle vesti di amministratore delegato: perché? I risultati parlano chiaramente, ma visto che Cosentino rimane per il presidente comunque una risorsa, almeno la speranza è che possa essere coadiuvato da un dirigente esperto e con ampi poteri gestionali. Programmazione e competenza. Dovranno essere queste le parole chiave in vista del prossimo anno, con la speranza di poter ricucire anche il rapporto tra la dirigenza e la tifoseria. Altro capitolo, altra storia; ma intanto si chiude forse quello che è stato il periodo più amaro e disastroso dell’era Pulvirenti.

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