Bologna-Catania 2-0: piedi per terra e fine dei sogni.

Bologna-Catania 2-0: piedi per terra e fine dei sogni.

Prima o poi doveva ricapitare; ed è successo al Dall’Ara, teatro di tante soddisfazioni per i rossazzurri, ma oggi sepolcro dei sogni irrealistici di rimonta promozione. Il Catania torna il.

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Prima o poi doveva ricapitare; ed è successo al Dall’Ara, teatro di tante soddisfazioni per i rossazzurri, ma oggi sepolcro dei sogni irrealistici di rimonta promozione. Il Catania torna il solito ‘brutto Catania’ formato trasferta, incapace di creare pericoli alla porta avversaria e perforabile come il burro in zona difensiva. Due a zero e tutti a casa, con la consapevolezza che adesso l’unica cosa che conta è arrivare il prima possibile a quota cinquanta per consolidare questa agognata salvezza. 

Un primo tempo totalmente regalato ai felsinei, condizionato dalle scelte assolutamente discutibili di Marcolin. Fuori Schiavi e Sciaudone per far posto a  Sauro e a Rosina in mediana. Perchè? E’ questo l’interrogativo che si sono posti i tifosi rossazzurri. Una squadra che aveva trovato la sua stabilità, rimodellata e indebolita nei singoli reparti in preda ad un impeto immotivato di spavalderia. Non è un caso se con questo schieramento l’undici si è rivelato sempre lungo e sfilacciato, facilmente perforabile a causa delle ripartenze.

Se Marcolin è inevitabilmente sotto la lente di ingrandimento, non di meno lo sono anche i giocatori scesi in campo. Una serie infinita ed imbarazzante di errori su palle apparentemente banali. Re delle palle perse è stato Castro che sulla trequarti è stato oltremodo dannoso favorendo i contropiedi, ma anche Rosina e Rinaudo hanno centrato il podio in questa classifica dell’assurdo. Da aggiungere poi in tutta questa negatività, anche il fattore cartellini. Sette ammoniti ed un espulso da attribuire sia agli errori di posizionamento in campo, ma anche e soprattutto all’eccessivo nervosismo. Ingenua e clamorosa l’espulsione di Calaiò che, travestitosi da Leto, è riuscito nell’impresa prima di rimediare il giallo e poi per proteste di farsi cacciare fuori dal campo. 

Un bagno di umiltà, dunque, con la consapevolezza che i piedi devono rimanere ben saldi, piantati a terra. Per carità una sconfitta ci può stare, ma adesso per Marcolin sarà necessario subito resettare e ripartire in quinta proprio sabato prossimo contro il Livorno, in una sfida che dovrà affrontare senza due leader come Calaiò e Ceccarelli. Il campionato ancora non è finito, questo deve essere ben chiaro, perchè da professionisti il minimo da fare è onorare la maglia e soprattutto i tifosi che nonostante i disastri dell’ultimo anno e mezzo comunque hanno dimostrato sempre attaccamento.

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