MERCATO: tutto su Lazaar,mancino scuola Mangia

MERCATO: tutto su Lazaar,mancino scuola Mangia

Carnagione olivastra, nato in Marocco, ma ormai calcisticamente diventato un vero prodotto italiano. Si chiama Achraf Lazaar ed è nel nostro paese ormai da 10 anni e mezzo. Aspetta con ansia.

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Carnagione olivastra, nato in Marocco, ma ormai calcisticamente diventato un vero prodotto italiano. Si chiama Achraf Lazaar ed è nel nostro paese ormai da 10 anni e mezzo. Aspetta con ansia la cittadinanza italiana e si sente italiano a tutti gli effetti, ma non può ancora giocare nelle selezioni giovanili azzurre finché non diventerà italiano anche davanti alla legge. Questo problema della cittadinanza lo ha anche penalizzato finora dal punto di vista calcistico, infatti è considerato extracomunitario. A VARESE CON MANGIA I suoi primi passi nel calcio li ha mossi con la squadra del suo paese adottivo, Vedano Olona, in provincia di Varese. Ci è voluto poco perché venisse inserito nell’organico delle squadre giovanili del Varese, cominciando a vestire la maglia rossa già nel 2008. Nella squadra Beretti è stato guidato da Antonio Criscimanni, ex calciatore di Napoli e Udinese alla fine degli anni ottanta. Con i brianzoli ha disputato nel 2009-2010 uno splendido torneo conquistando, da squadra di Lega Pro, i quarti di finale a livello nazionale. Il suo primo grande mentore è stato però Devis Mangia con cui ha condiviso la brillante esperienza del campionato Primavera 2010-2011. Il Varese, promosso in Serie B, venne inserita nel torneo nazionale Primavera. Una squadra tutta nuova si fece trovare prontissima, mettendosi alle spalle tutte le grandi del calcio italiano inserite nel Girone B, vinto davanti ad Atalanta, Milan e Inter. La cavalcata di Mangia e Lazaar si arrestò solo in finale, davanti alla solita Roma che si aggiudicò lo scudetto, ma le prestazioni del marocchino furono tutte da incorniciare, con un gol a partita nella fase finale ad arricchire il bottino, fino ad allora scarno, di reti in campionato. LA PRIMA SQUADRA Dopo un 2011-2012 non altrettanto esaltante, la stagione del grande salto per Lazaar è stata quella 2012-2013, in cui ha finalmente trovato spazio in Serie B in una squadra ambiziosa come il Varese. L’esordio già alla prima giornata contro l’Ascoli, 12 minuti concessi a fine partita dal tecnico Castori nella vittoria per 2-0 allo stadio Ossola. Tanto impegno in allenamento gli sono valsi qualche altro spezzone di gara, fino alla grande occasione da titolare, il 30 ottobre contro il Vicenza. Poco alla volta Lazaar guadagna la fiducia del club e chiude il campionato con 14 partite da titolare e 6 da subentrato. L’ANNO DELLA CONSACRAZIONE? L’inizio di questo campionato è stato decisamente positivo per il giovane terzino marocchino. Subito considerato una pedina importante non è mai stato messo in discussione. Sebbene spesso sostituito ha cominciato da titolare ben 14 delle 21 gare disputate nel girone d’andata del campionato cadetto, giocando anche i 90 minuti del match finito 0-0 al Renzo Barbera contro il Palermo. GAMBE ESPLOSIVE E QUALITA’ OFFENSIVE Il nome di Lazaar suscita particolare interesse in questa sessione di mercato perché tante squadre cercano esterni dalle caratteristiche offensive che sappiano coprire tutta la fascia nel 3-5-2 che tanto va di moda. Il promettente Lazaar ha tanta forza nelle gambe ed una capacità di spinta invidiabile per la sua età. A 21 anni può ancora crescere moltissimo tatticamente, ma dal punto di vista tecnico è già un buon elemento, con un discreto controllo di palla e un cross migliorabile ma che ha già contribuito spesso a far trovare la via del gol a Pavoletti e compagni. In difesa serve qualche progresso dal punto di vista della concentrazione, ma le lezioni di mister Iachini non potranno che fargli bene qualora il Palermo decidesse davvero di acquistarlo. Su di lui ci sono gli occhi di tante squadre: lo aveva seguito il Latina in estate, mentre nelle ultime settimane si è parlato di Torino e Parma, che però difficilmente gli offrirebbero reali possibilità di affermarsi da titolare. Il Palermo rappresenterebbe forse il giusto compromesso tra ambizioni e sicurezza.

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