Professione Bomber, Roberto Muzzi: la profezia di Mazzone, il Maestro Tabarez e la favola di Cagliari…

Professione Bomber, Roberto Muzzi: la profezia di Mazzone, il Maestro Tabarez e la favola di Cagliari…

La storia dei bomber italiani, spesso all’ombra dei riflettori sul piano mediatico, che hanno segnato, a suon di gol, la storia del nostro calcio.

di Andrea Geraci

Tanti, tantissimi i bomber, di provincia o meno, di cui parlare. Storie infinite e affascinanti, farcite di talento, coraggio e sacrificio.  Piccole favole, non sempre caratterizzate dal lieto fine, legate da un unico e comune denominatore: il gol.

Questa volta ci spostiamo in provincia di Roma per conoscere, o meglio ripercorrere, la parabola professionale di un attaccante che ha fatto della forza fisica la sua arma migliore, rendendo molto bene nella massima serie italiana, soprattutto in una piazza passionale ed in grado di esaltare le sue doti temperamentali, ovvero Cagliari.

Stiamo parlando di Roberto Muzzi, una punta che ha dato il proprio contributo di reti e minutaggio ad ogni squadra in cui ha militato grazie alla propria tenacia ed ad un innato fiuto del gol.

Nato a Marino il 21 settembre 1971, Roberto Muzzi cresce nelle giovanili della Roma giocando praticamente in tutte la categorie. Il suo esordio in maglia giallorossa avviene nel campionato 1989-1990 durante una gara contro l’Inter pareggiata 1-1. Ma i gol nella capitale cominceranno ad arrivare dalla stagione successiva,  3 reti in 15 partite. Successivamente il ragazzo si trasferisce in prestito al Pisa e disputando un ottima stagione con 23 presenze e 8 gol. Da qui comincia la svolta per l’attaccante laziale.Nel 1994 approda a Cagliari, club nelle cui file disputerà le sue stagioni migliori. Milita nel capoluogo sardo per ben 5 anni, mettendo a segno 58 reti in 144 partite, diventando un vero e proprio leader della formazione rossoblu, ricordato sempre negli anni sia dalla società che dai propri sostenitori. Nella stagione 1999-2000 viene prelevato dall’Udinese. Con la compagine bianconera Muzzi disputa quattro stagioni, condite da 103 presenze e 39 gol. Nel 2003-2004 il ritorno a Roma, ma questa volta con la maglia della Lazio dove, pur non rendendo con continuità,  risulta fondamentale per la salvezza dei biancocelesti firmando un gol pesantissimo contro il Palermo. Da qui comincerà l’ultima avventura, ad alti livelli, della sua carriera. Ceduto al Torino nel settembre 2005, Roberto Muzzi mette a segno 8 reti in serie B e ottiene la promozione con i granata. Nella stagione successiva, tornato nella massima serie, anche a causa dello scarso minutaggio, segna soltanto 3 reti. La sua ultima esperienza calcistica si consuma in Serie C con il Padova dove non riesce ad imporsi e viene messo fuori rosa per contrasti con la società.

CURIOSITA’ –  Un ricordo indelebile nella mente di Muzzi risale al periodo di Roma, in cui ebbe il piacere di conoscere lo storico allenatore Carlo Mazzone. Proprio Muzzi ricordò con un aneddoto affettuoso il leggendario mister: “E’ un vero romano. Basta questo per descriverlo, non serve altro. E’ uno verace, senza peli sulla lingua, genuino e sincero. A volte fin troppo diretto.Ero molto giovane, una volta mi fece giocare da titolare un Roma-Napoli. Quindi immaginatevi la mia emozione. Giocai malino onestamente. A fine partita mi disse: “A ragazzì, non ho capito ancora se sei un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”. Sul momento ci rimasi parecchio male, poi a distanza di anni capii quello che voleva dirmi”.

Un altra figura di vitale importanza per l’attaccante laziale è stato Óscar Tabárez , ora ct dell‘Uruguay, che ai tempi del Cagliari, precisamente nel campionato 1994-1995, è stato il suo coach. Queste le parole di elogio di Muzzi verso il tecnico uruguaiano, rilasciate nel mese di luglio, ai microfoni di “Italia nel Pallone” su Rai 2: “Sono diventato giocatore con Tabarez, per me è un secondo papà. Non l’ho mai visto arrabbiarsi, è sempre stata una persona per bene. Ci sentiamo ancora, di tanto in tanto, ed è sempre un piacere per entrambi. Lui mi ha insegnato tanto, tutto: credere in me stesso, credere nei miei mezzi di calciatore, ma soprattutto il rispetto. Voleva da noi giocatori che fossimo d’esempio, che salutassimo tutti quelli che lavoravano al centro sportivo, noi per primi, dal giardiniere, i muratori, i magazzinieri. Ero giovane, guadagnavo già tanti soldi, ma con lui ho capito come dovevo comportarmi, e questo mi è rimasto dentro per sempre, anche quando ho smesso di giocare”.

Inoltre è stato compagno di squadra, proprio in Sardegna, di Gaetano Vasari, esterno offensivo palermitano, sotto la guida di Gian Piero Ventura, attuale tecnico del Chievo Verona.

ALCUNI GOL STORICI – Una carriera ricca di gol per Muzzi(93 in serie a), sempre presente, spesso decisivo, nei momenti importanti. Un gol fondamentale sicuramente è stato quello segnato al Palermo con la maglia della Lazio, che ha consentito di ottenere la salvezza alla compagine biancoceleste, così come la rete segnata contro la sua ex Roma nel campionato 2006 che permise al Torino di rimanere nella massima serieGli anni più produttivi e più belli, secondo anche quanto dichiarato dall’ormai ex calciatore, sono stati quelli di Cagliari (41 gol in 34 partite di A). Molto difficile selezionare i gol più importanti e significativi realizzati in maglia rossoblù, visti il sostanzioso numero di reti messe a segno dal bomber romano con il club sardo. Come quello della vittoria a San Siro contro il Milan per 1-o nel campionato 96-97, con un gran destro da dentro l’area a battere Sebastiano Rossi.

L’oramai allenatore in seconda dello Sparta Praga è stato un esempio di grande grinta e duttilità in campo. Presentatosi come una punta forte fisicamente e dotata di un buon piede, utile per calciare punizioni e anche per scagliare conclusioni potenti e precise dalla media distanza. Durante la sua carriera è stato impiegato in diverse posizioni tra cui l’esterno d’attacco, la seconda punta o addirittura il centrocampista. Tutto ciò fa di Roberto Muzzi un modello da seguire per le nuove generazioni di calciatori. Un attaccante con il fiuto del gol, in grado di dare un ottimo apporto alla propria formazione indipendentemente dalla posizione adottata. Un bomber di razza, ma soprattutto di cuore.

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