Baccaglini: “Ho visto un bimbo malato di cancro tifare Palermo. Ricambiamo l’amore della città!”

Baccaglini: “Ho visto un bimbo malato di cancro tifare Palermo. Ricambiamo l’amore della città!”

L’intervista al presidente del Palermo, Paul Baccaglini, a tre giorni dal match contro il Cagliari di Rastelli: “Ho visto un bimbo malato di cancro tifare Palermo. Chi va in campo deve lasciarci sudore, polmoni, gol e cuore!”.

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Adesso una vittoria. Se l’aspetta Paul Baccaglini che, da quando è diventato il nuovo presidente del Palermo, ha visto la sua squadra perdere in tutte le occasioni.

Per convenzione, si fa partire il conteggio da Palermo-Roma 0-3, per poi passare a Udinese-Palermo 4-1, ma in verità l’ex Iena si era già insediata per Torino-Palermo, gara che i rosanero persero malamente dopo essere andati in vantaggio.

Contro il Cagliari non si potrà più sbagliare: i jolly a disposizione di Posavec e compagni sono terminati. Venti sconfitte su ventinove partite fin qui disputate, eppure c’è ancora speranza. Ma occorrerà battere i sardi di Massimo Rastelli nel match valido per la 30esima giornata: si giocherà al Renzo Barbera, aspetto da non sottovalutare. Sì, perché come ampiamente previsto la società di viale del Fante ha lanciato promozioni e scontistiche per favorire l’affluenza di pubblico nella sfida che potrebbe cambiare una stagione.

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“I calciatori – dice Baccaglini attraverso le colonne del ‘Corriere dello Sport‘ – hanno una responsabilità maggiore. In un centro oncologico, ho visto un bambino soffrire e la mamma piangere. Lui senza capelli ma con il cappellino rosanero in testa e il plaid del Palermo addosso. Il medico dice che non li toglie mai“.

Messaggio chiaro, quello lanciato da Baccaglini che vuole una squadra carica per il finale di stagione: nel calcio, come più volte sottolineato dal rappresentante del fondo d’investimento Integritas Capital, la differenza non viene fatta solamente dalle bellezze artistiche, ma anche da grinta e sudore. “Chi va in campo deve lasciarci sudore, polmoni, gol e cuore per ricambiare l’amore della città“. Amore di una città che si è visto venerdì scorso, quando il capoluogo siciliano ha accolto la Nazionale. “Palermo ha regalato una cornice straordinaria alla Nazionale tanto da ricevere complimenti da tutti. Era la millesima di Buffon, abbiamo vinto 2 a 0… Negli ultimi dieci minuti per valorizzare il prodotto, con le telecamere puntate addosso, devi togliere Buffon per fargli prendere cinque minuti di applausi. Un errore non farlo”, ha detto Baccaglini che in questa intervista (clicca qui) aveva ammesso di voler incontrare Buffon.

L’ammissione odierna riguarda invece altri temi, la chiusura dell’operazione Palermo Calcio, ad esempio: “Vorrei che il closing fosse già oggi, così ci togliamo il pensiero”, dice il presidente rosanero che poi conclude con una chiosa su Zamparini. L’imprenditore friulano, a detta dei protagonisti della vicenda, avrebbe tagliato i ponti con Palermo e farebbe parte solamente del passato (insieme ai consulenti slavi, Davor Curkovic su tutti). “Zamparini è una persona che può suggerirti un punto di vista alternativo“. Sarà dunque solo un consulente esterno, anche se poi spetterà a Baccaglini decidere se dargli ascolto o meno. Già all’indomani di Udinese-Palermo, Baccaglini aveva scelto di non raccogliere il suggerimento di Zamparini che voleva un ritorno di Ballardini sulla panchina rosanero e l’esonero di Diego Lopez. Il mister uruguaiano, invece, rimane a Palermo: ha deciso Baccaglini.

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