Gasperini: “Esperienza a Palermo da inferno, ero depresso. Ilicic? Doveva andare alla Samp, poi quella telefonata…”

Gasperini: “Esperienza a Palermo da inferno, ero depresso. Ilicic? Doveva andare alla Samp, poi quella telefonata…”

“Non volevo andarci perché lì avevo giocato e conoscevo la fama di Zamparini, il mangiallenatori che aveva appena licenziato Sannino”

Parla Gian Piero Gasperini.

Stagioni esaltanti quelle che sta vivendo l’esperto tecnico sulla panchina dell’Atalanta. Spettacolo, grande calcio e risultati, con la qualificazioni in Champions League che sembra non essere un sogno così lontano. Intervistato da Il Corriere dello Sport, l’attuale allenatore degli orobici, ha ricordato la sua esperienza al Palermo nella stagione 2012-2013: “L’unica stagione che ho davvero bucato. Non volevo andarci perché lì avevo giocato e conoscevo la fama di Zamparini, il mangiallenatori che aveva appena licenziato Sannino. Me la concesse, ma poi mi cacciò, mi richiamò, un inferno. Quell’anno non c’ero proprio, un fantasma. Tatticamente? No, mentalmente. Avevo perso papà e mamma, Gino e Antonietta, nel giro di 25 giorni. L’unico flop della mia vita in panchina. Ero triste, depresso”. Poco prima anche l’Inter: “Mai, non scherzi. Neanche mi accorsi di esserci stato. Qualche settimana appena, archiviamo alla voce «non pervenuto», non insista“.

Uno dei giocatori determinanti di questa Atalanta è sicuramente Josip Ilicic, il fantasista sloveno sembrava però destinato ad andare altrove: “Un aneddoto su Josip? Non riuscivo a prendere sonno, stavano scivolando gli obiettivi di mercato. Aspettavo l’alba ad Arenzano, disperato. All’Atalanta serviva una botta di fantasia. E decisi di telefonare al nostro direttore Sartori. Lui mi annunciò «guarda che Ilicic è sul punto di firmare per la Samp, ha programmato le visite. Riesci a parlarci?». Avevo conosciuto Josip a Palermo, mi illuminò «mister, se vuoi non vado alla Samp e scelgo te». Svoltammo“.

Infine, Gasperini si è soffermato su Duvan Zapata: “Il suo era un problema di altura. In Colombia vive a 2000 metri, anche a Genova aveva avuto difficoltà. Dal gol al Bologna è stato un crescendo spaventoso. Ma non approfondisca il discorso mercato, già immagino. E il discorso vale per il sottoscritto. Io a vita all’Atalanta? Ho un contratto, sto benone, cosa dovrei risponderle? Non ha senso. Oggi non faccio più mutui“.

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