Atalanta, dg Marino: “I Percassi hanno migliorato questo club. Il nostro segreto? Zingonia…”

Atalanta, dg Marino: “I Percassi hanno migliorato questo club. Il nostro segreto? Zingonia…”

Le parole del direttore generale della Dea che ha spiegato il segreto dei successi degli ultimi anni in casa nerazzurra

di Mediagol23, @Mediagol

di Luca Bucceri

Un club alla ribalta nel panorama calcistico italiano ed europeo, una società pronta a varcare fiera le porte del Signal Iduna Park di Dortmund per giocarsi al meglio il match di andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Borussia.

Anni di soddisfazioni, questi ultimi, per l’Atalanta che con l’ex tecnico rosanero Gasperini vola in alto sognando in grande. Domani la sfida ai tedeschi di Europa League sarà solo un punto dal quale partire per costruire, giorno dopo giorno una realtà sempre più affermata. Un lavoro continuo del club orobico che, negli ultimi mesi, ha saputo lanciare nel calcio che conta, diversi giovani oggi attenzioni da diversi club, altri già partiti in estate. Intervistato da Tuttosport il direttore generale della Dea Umberto Marino ha elencato alcuni ingredienti della ricetta perfetta nerazzurra: “Da quando l’Atalanta è di proprietà dei Percassi (4 giugno 2010) mi sembra che sia migliorato tutto dentro il club. La famiglia per tenere in piedi un apparato del genere e in continua evoluzione ha dovuto affrontare importanti sacrifici. Non è stato semplice, infatti, raggiungere un equilibrio nella gestione e tornare alla prospettiva tecnica di un tempo: cioè individuare talenti, valorizzarli, mandarli in Nazionale e creare un valore economico per il club. I giovani sono il nostro presente, il nostro futuro e la nostra risorsa principale. Il frutto del lavoro di Zingonia permette all’Atalanta di mantenersi a certi livelli. Ragazzi come Gagliardini, Caldara, Kessie, Conti, Spinazzola e tanti altri ci hanno dato tanto sotto tutti gli aspetti. Il tifoso condivide questa politica e capisce. La prima regola qui è l’equilibrio, a ogni livello. Anche negli atteggiamenti, tanto per dire”.

“Collaboro con Luca Percassi e Giovanni Sartori e sono l’interfaccia delle varie aree. Devo tutto a Beppe Marotta, anzi, di più. Mi ha insegnato questo mestiere: le basi della professione, la professionalità e soprattutto l’onestà intellettuale. Da lui ho capito che in società servono una proprietà forte, un management preparato e una struttura solida: solo così si può ridurre la forbice con le big. Le modifiche alla legge Melandri, che danno più rilevanza all’aspetto meritocratico, possono essere una leva per consentire ai club medio-piccoli di avvicinarsi alle big. Poi merito alle idee di Gasperini che con le sue intuizioni tecniche ha impresso una vigorosa svolta all’ambiente. E merito anche di un club all’avanguardia, con una proprietà innamorata dell’Atalanta. Una proprietà all’antica: con i Percassi una stretta di mano e la parola data valgono più di mille contratti”.

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