Robben e i ricordi in Blancos: “Una pagina non esaltante. Trionfi Bayern? La svolta dopo la finale contro l’Inter…”

Robben e i ricordi in Blancos: “Una pagina non esaltante. Trionfi Bayern? La svolta dopo la finale contro l’Inter…”

Le parole dell’esterno del Bayern Monaco, Arjen Robben: “Real Madrid? Quello fu un periodo difficile per la squadra…”

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Poco più di ventiquattro ore e sarà Bayern Monaco-Paris Saint-Germain, match di Champions League in programma domani sera all’Allianz Arena.

Chi certamente scenderà in campo dal primo minuto è Arjen Robben, ormai un vero e proprio veterano del più prestigioso torneo internazionale calcistico in Europa. L’esterno offensivo dei bavaresi ha, infatti, disputato la Champions League con ben quattro squadre diverse: PSV, Chelsea, Real Madrid e, infine, il Bayern. Intervistato ai microfoni di Uefa.com alla vigilia della sfida contro i parigini, il classe ’84 si è raccontato a 360 gradi, tra presente e passato, svelando alcuni interessanti retroscena.

“Cosa ricordo del mio esordio in Champions League nel 2002 con il PSV, contro il Borussia Dortmund? Fu qualcosa di davvero speciale. Ero molto giovane e per una gara o due ero rimasto in panchina. Quella volta invece ebbi la mia chance di dimostrare quanto valevo. Ero un po’ nervoso – ha dichiarato Robben -, ma non in maniera eccessiva. Il mio primo gol in Champions era già un gol alla Robben? Sì, mi pare che fosse la mia prima partita da titolare e che alla fine terminò 3-0. Naturalmente fu una bella emozione, anche se poi il nostro cammino nel torneo non proseguì. Ma fummo nuovamente protagonisti la stagione successiva e per un giovane come me fu un’esperienza fondamentale”.

CHELSEA E REAL – “Le due due semifinali disputate con i Blues? Sì, entrambe contro il Liverpool e non ce la facemmo per un pelo. Furono sfide elettrizzanti e una finì ai rigori. Io non ne ho ricordi splendidi, tuttavia, perché ne saltai una e nell’altra non ero al meglio e non riuscii a dare in campo quanto avrei voluto. Cosa si prova a vestire la maglia del Real Madrid? Allora l’obiettivo era conquistare il decimo titolo di campioni d’Europa. E’ stato anche il mio sogno nei due anni che ho trascorso a Madrid, ma il trofeo non arrivò e fu un periodo difficile per la squadra, che non riuscì mai ad andare lontano in Champions League”.

BAYERN – Poi, Robben è approdato in Bundesliga… “Esatto, e questa è la mia nona stagione qui. Il che significa otto anni di Champions League. Se è vero che quando sono arrivato al Bayern Monaco pensavo che per la tua carriera il trasferimento fosse una sorta di passo indietro? Non è esattamente così, però a livello personale mi sembrava qualcosa di simile a un passo indietro. Venivo dal miglior club al mondo e all’epoca il Bayern non stava attraversando un periodo di grandi successi. Sapevo che dopo un trasferimento del genere non sarei più tornato indietro, ma l’ho fortemente voluto – ha proseguito -. Le sconfitte in finale contro Inter e Chelsea? Nessuno vuole essere ricordato per aver giocato due o tre finali e averle perse tutte. Quelle sconfitte ci resero ancora più determinati e fin dall’inizio della stagione 2012/13 la squadra aveva un solo obiettivo, riscattare ciò che era successo in passato. La vittoria a Wembley contro il Borussia Dortmund? Quella sera tutto funzionò alla perfezione. Non è facile descrivere il mix di emozioni che si prova in situazioni del genere, perché vincere la UEFA Champions League è il traguardo più importante per un giocatore e per una squadra significa raggiungere il livello più alto. Quando il sogno che hai sempre inseguito diventa realtà tutte le emozioni vengono a galla e non è facile raccontarle”.

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