Real Madrid, Pecchia rivela: “CR7 ha sempre avuto simpatia per l’Italia. Ha un’energia speciale, alla Juve…”

Real Madrid, Pecchia rivela: “CR7 ha sempre avuto simpatia per l’Italia. Ha un’energia speciale, alla Juve…”

Il tecnico Fabio Pecchia racconta alcuni retroscena riguardanti le avventure come vice di Rafa Benitez al Real Madrid

Fabio Pecchia, ex vice-allenatore del Real Madrid, ricorda l’annata trascorsa con i Blancos.

Il tecnico, che nella stagione 2015-16 affiancò Rafa Benitez in Liga, ha rivelato ai microfoni della ‘Gazzetta dello Sport’ alcuni retroscena riguardanti in particolare Cristiano Ronaldo, che nell’ultima sessione di mercato ha lasciato il club madrileno dopo nove stagioni per approdare alla Juventus:
Al Real Madrid è stata un’esperienza incredibile, lì ogni seduta è una finale. Allenare quei campioni significa non sbagliare nulla. Sono esigenti con loro stessi e con gli altri. Sono tutti numeri uno. Semmai ci sono dei punti d’incontro. Sergio Ramos, il duro, è l’icona spagnola. Ma Cristiano è Cristiano: non esagera mai, ma quando parla lui… Così anche Modric è prezioso. In campo ha la fiducia dei compagni, fuori porta armonia tra i big. A Madrid c’era un’aria strana. Andammo via a gennaio, da secondi in Liga a soli 2 punti dal Barcellona. Ma soprattutto la nostra colpa era di far giocare Casemiro al posto di James o Isco. Cioè quel che anche Zidane ha fatto dopo. Ma, si sa, la storia la scrivono i vincitori. Quando si gioca la Champions, nel riscaldamento vedi i loro volti trasformati. L’adrenalina va a mille perché chi arriva al top ha sempre una marcia in più. CR7 ha un’energia speciale da trasmettere alla Juventus, gli viene naturale. E il ruolo di parafulmine non gli pesa“.

Volgendo lo sguardo ulteriormente al passato, l’allenatore ha commentato anche le avventure sulla panchina del Napoli, anche qui come vice di Rafa Benitez, e su quella del Verona, durata due stagioni e terminata lo scorso anno con la retrocessione in cadetteria:
Rispetto a quando ero giocatore a Napoli ho trovato un club solido e organizzato, ambizioso. Benitez ha portato grandi giocatori e ha trasmesso il verbo del palleggio, del gioco d’attacco. Con Higuain, Reina, Albiol e Callejon si andava sul sicuro. E mi sono innamorato di uno scugnizzo, Insigne: è un fenomeno. Non per la tecnica, quella la vedono tutti. Per la forza, per lo spirito di sacrificio. Ogni allenamento per lui è una sfida. In questo momento è il miglior giocatore italiano. Verona è stata un’esperienza forte, impegnativa. Eravamo primi e siamo saliti in A tra i fischi: prova che l’ambiente non era sereno. Poi il presidente ha chiesto un mercato a zero per salvare i conti e col d.s. Filippo Fusco ho condiviso un progetto in economia. Il finale è stato amaro, ma al contrario di Bari e Cesena, il Verona c’è ancora e non ha debiti. L’infortunio di Kean? Peccato, poteva arrivare a 10 gol. Ho visto crescere un bel talento. Se crede in se stesso, nulla gli è vietato“.

 

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